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Fatturazione Digitale

Come si invia una fattura elettronica via PEC? I passaggi spiegati in modo semplice

📅 10 Agosto 2026✍️ di Riccardo Ziliani⏱️ 6 min di lettura

Inviare una fattura elettronica via PEC è una procedura utile quando non si dispone di un canale accreditato con il Sistema di Interscambio o quando si preferisce una traccia di consegna certificata. L’operazione è alla portata di microimprese, professionisti e studi amministrativi, purché si rispettino formato, indirizzo di invio e regole di composizione del messaggio. Di seguito una guida operativa, con indicazioni tecniche e buone pratiche maturate sul campo.

Che cos’è l’invio via PEC e quando conviene

La PEC, Posta elettronica certificata, è un sistema di posta che attribuisce valore legale alla trasmissione, generando ricevute di accettazione e consegna. Nel contesto della fatturazione elettronica, la PEC non sostituisce il canale ufficiale di interscambio, ma ne è uno dei mezzi di accesso.

Le fatture elettroniche (file in formato XML FatturaPA) devono sempre transitare dal Sistema di Interscambio (SdI), che controlla struttura e indirizzamento e poi recapita al destinatario secondo l’indirizzo telematico registrato. L’invio via PEC è consigliabile in tre scenari: volumi contenuti; necessità di presidiare manualmente ogni invio; situazioni in cui non si dispone di software con canale SdI dedicato.

Requisiti tecnici e documentali

Prima di inviare è necessario predisporre:

  • Casella PEC attiva e funzionante, con spazio sufficiente e limiti di allegato compatibili.
  • File fattura in formato XML FatturaPA conforme alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate (struttura, nomenclatura, codifiche IVA, aliquote, progressivo invio).
  • Firma digitale: non è obbligatoria per B2B/B2C e, in via generale, neppure verso PA; resta comunque ammessa (CAdES-BES con estensione .p7m) e talvolta richiesta da capitolati o policy interne.
  • Compilazione corretta del blocco DatiTrasmissione: IdTrasmittente, ProgressivoInvio, FormatoTrasmissione, CodiceDestinatario o PECDestinatario.
  • Gestione dell’indirizzamento: se noto il Codice Destinatario a 7 caratteri, inserirlo. In alternativa, usare 0000000 e valorizzare il campo PECDestinatario con la PEC del cliente. In assenza di entrambi, lo SdI mette a disposizione la fattura nel cassetto fiscale del destinatario.
  • Dimensione: rispettare i limiti del proprio gestore PEC e le soglie dello SdI per il file XML e gli eventuali allegati incorporati. Allegati pesanti (es. PDF multipli) vanno ridotti o rimandati a canali separati.

È utile validare il file con un controllore XML FatturaPA prima dell’invio, per intercettare errori di schema e codifica. Buone pratiche: usare un nome file univoco e privo di spazi, mantenere un progressivo coerente, evitare caratteri speciali non ASCII.

Indirizzi PEC dello SdI e regole del messaggio

Lo SdI mette a disposizione indirizzi PEC dedicati al ricevimento delle fatture. L’indirizzo più utilizzato è [email protected]. È opportuno verificare sul portale istituzionale eventuali aggiornamenti o ulteriori caselle abilitate, in particolare se si gestiscono volumi atipici.

Regole consigliate per il messaggio PEC:

  • Destinatario: casella PEC SdI (es. [email protected]).
  • Oggetto: libero; si consiglia di riportare partita IVA mittente e progressivo per tracciabilità interna.
  • Corpo: non rilevante per lo SdI; inserire eventualmente un riferimento interno.
  • Allegati: il file .xml o .xml.p7m della fattura. Evitare compressioni (.zip) o ulteriori documenti non previsti. Preferire una fattura per ogni PEC per semplificare l’associazione esiti.

Il mittente deve essere una PEC valida. L’uso di caselle non certificate o forward automatici può compromettere la ricezione delle notifiche SdI.

Procedura passo-passo

  1. Generare la fattura XML conforme, con dati fiscali, imponibili, imposta, natura IVA, modalità di pagamento e riferimenti ordine se PA o GDO.
  2. Compilare l’indirizzamento: Codice Destinatario a 7 caratteri, oppure 0000000 più PECDestinatario; per consumatori finali (codice “0000000”) la fattura è messa a disposizione nel portale dell’Agenzia delle Entrate salvo PEC indicata.
  3. Validare lo schema XML e, se richiesto, apporre firma digitale CAdES-BES (estensione .p7m).
  4. Aprire la casella PEC e creare un nuovo messaggio verso la casella SdI (es. [email protected]).
  5. Allegare esclusivamente il file .xml o .xml.p7m. Evitare di superare i limiti dimensionali; se necessario, ridurre allegati incorporati o inviare in più tranche.
  6. Inviare e conservare le ricevute di accettazione e consegna PEC: attestano l’avvenuta presa in carico del messaggio dal circuito PEC, non l’esito fiscale della fattura.
  7. Attendere le notifiche SdI via PEC: esito di scarto, consegna, mancata consegna o decorrenza termini. Registrare l’Identificativo SdI associato alla fattura per la tracciabilità.

Cosa succede dopo: notifiche ed esiti

Le principali comunicazioni che arrivano via PEC dopo l’invio sono:

  • Ricevuta di consegna PEC: conferma che il messaggio è stato consegnato alla casella SdI. Non implica validazione della fattura.
  • Notifica di scarto: la fattura non supera i controlli (errori di schema XML, P.IVA/C.F. non coerenti, codici errati, importi incongruenti, duplicato di file già ricevuto). La fattura è da considerarsi non emessa e va reinviata correggendo l’errore.
  • Notifica di consegna: la fattura è stata recapitata al canale del destinatario (codice a 7 caratteri) o alla PEC indicata nel campo PECDestinatario.
  • Notifica di mancata consegna: impossibile recapitare al destinatario; lo SdI mette a disposizione la fattura nel cassetto fiscale e invia al mittente un’attestazione. Il cliente potrà scaricarla dal portale.
  • Decorrenza termini (soprattutto PA): trascorsi i termini senza esito di accettazione/rifiuto lato destinatario, lo SdI chiude il flusso con attestazione.

I tempi sono in genere di pochi minuti/ore. Per volumi elevati o controlli antifrode, le notifiche possono richiedere più tempo. È buona norma fissare un cut-off interno: se entro 24-48 ore non arriva alcun esito SdI, verificare stato e casella PEC.

Errori frequenti e come evitarli

  • Schema non valido: utilizzare validatori aggiornati alle specifiche correnti e aggiornare il software di emissione.
  • Indirizzo telematico errato: preferire il Codice Destinatario registrato dal cliente; in mancanza, usare PEC del cliente nel campo PECDestinatario e 0000000 come Codice Destinatario.
  • Duplicati: ogni invio deve avere progressivo univoco; evitare rinvii senza modificare il progressivo.
  • Allegati pesanti: non caricare PDF voluminosi come allegati nel blocco Allegati della fattura; ridurre o inviare separatamente.
  • PEC satura: la casella piena blocca sia l’invio sia la ricezione delle notifiche SdI. Prevedere monitoraggio e archiviazione periodica.
  • Firma non riconosciuta: se si firma, utilizzare certificati qualificati e profilo CAdES-BES; evitare catene di certificati scaduti.

PEC o alternative: quale canale scegliere

Canale Vantaggi Limiti Caso d’uso tipico
PEC verso SdI Tracciabilità legale PEC; nessun accreditamento tecnico Gestione manuale; limiti dimensione; rischio errori allegati Professionisti e microimprese con pochi documenti/mese
Portale Fatture e Corrispettivi Gratuito; guida alla compilazione; validazioni integrate Operatività manuale; funzioni base Emissione occasionale o emergenze
Canale accreditato (SDICoop/SDIFTP) Automazione e integrazione con ERP; scalabilità Onboarding tecnico; costi di gestione Aziende con volumi elevati o processi integrati

Conservazione e tracciabilità

Indipendentemente dal canale, la fattura elettronica va conservata digitalmente a norma per i termini civilistici e fiscali (di regola 10 anni). La conservazione riguarda il file XML originale, le ricevute SdI e, se presenti, le ricevute PEC di accettazione e consegna. È consigliato:

  • Registrare l’Identificativo SdI della fattura e associarlo alla partita IVA del cliente e al numero documento.
  • Archiviare le notifiche SdI unitamente al file inviato.
  • Mantenere un registro degli invii con data/ora PEC, esito, progressivo e operatore.

Un sistema di conservazione conforme garantisce integrità, immodificabilità e reperibilità, requisiti chiave in caso di controlli.

FAQ operative sintetiche

Posso inviare la fattura direttamente alla PEC del cliente? No. L’invio deve passare dallo SdI. La PEC del cliente, se inserita nel campo PECDestinatario, è usata dallo SdI per il recapito.

Quante fatture posso allegare a una PEC? Lo SdI può accettare più allegati, ma è prudente inviare una fattura per PEC per semplificare la riconciliazione degli esiti.

Serve la firma digitale? Non è obbligatoria in via generale. Se la si applica, utilizzare CAdES-BES (.p7m) con certificato valido.

Quanto tempo impiega l’esito? Di norma pochi minuti o ore. In caso di assenza di notifiche oltre 24-48 ore, verificare casella PEC, spazio disponibile e stato sul portale.

Come correggo uno scarto? Analizzare il codice errore nella notifica SdI, rettificare il file XML (schema, dati fiscali, indirizzo telematico) e reinviare con progressivo coerente.

Un approccio disciplinato – validazione preventiva, invio ordinato, conservazione a norma – riduce drasticamente gli scarti e i tempi di gestione. È la stessa logica dei sistemi di ticketing ben progettati: automazione dove serve, controllo puntuale sui passaggi critici.

Riccardo Ziliani

Riccardo Ziliani ha iniziato la carriera occupandosi di implementazione di sistemi di ticketing digitale in una startup. Ha vissuto in prima persona l’introduzione di automatismi nelle risposte amministrative, ottimizzando tempi di gestione e customer care attraverso tool innovativi.